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il Parchetto Comunale


Dicesi “Parchetto Comunale” un’area delimitata di terreno gentilmente concessa dal Comune di Roma per il pascolo libero dei pupi.
Dopo un rapido slalom tra siringhe, bottiglie rotte e preservativi usati si arriva nell’area predisposta per le attività ludiche dei nani. Il parchetto è solitamente composto da:

  • Uno scivolo
  • Panchine sparse
  • Altalena
  • Pezzi di lamiera con una molla in mezzo che i bambini identificano come dindo
  • Area verde (dove il verde è sostituito da una steppa brulla e incolta, secca d’estate e marcia d’inverno)
  • Una fontanella
  • Un’area destinata alle attività ginniche dei medio/grandi (ambita e invidiata dai nani più piccoli, a loro inaccessibile per evidenti incapacità motorie)

Trapiantata a forza dalla ridente città di Barcellona (non Pozzo di Gotto ,ma quella spagnola) alla triste periferia sud di Roma, mi son dovuta presto abituare alla fauna locale.
Dopo accurato periodo di Osservazione Partecipante (l’osservazione partecipante è una tecnica di ricerca etnografica incentrata sulla prolungata permanenza e partecipazione alle attività del gruppo sociale studiato da parte del ricercatore), mi sono permessa di stilare una breve lista delle tipologie di genitore che frequentano il “Parchetto Comunale”:

  • La “Mamma WI-FI”: la Mamma WI-FI, fornita di portatile, iPhone o del più moderno tablet, con la scusa di portare il pupo al parco (di età media 5/10 anni) si fa beatamente i cazzi suoi in internet chattando, twittando o facebookando con gli amici. Ogni tanto, con lo sguardo fisso sullo schermo, accenna un richiamo alla prole (PPPPPPPPPAAAAAAAAAAAAAOOOOOOOLOOOOOOOO) per pulirsi la coscienza. Nel mentre, suo figlio squarta lucertole, si scaccola, si sbuccia le ginocchia, importuna gli altri nani.
  • La “Mamma Stocazzo”: come si evince dall’appellativo, la Mamma Stocazzo si sente Stocazzo. Ella proviene da una stirpe di contadini e pecorari che hanno patito la fame e vissuto la bonifica dell’agro pontino, lasciando in eredità una casa di proprietà e qualche attività redditizia a lei, burina ripulita. La Mamma Stocazzo avanza con passo deciso su tacco n° 12 sfidando il brecciolino. Solitamente munita di occhiale over-size, porta la borsa (maxi-bag) appesa al braccio disteso in posizione “elemosina” con il palmo rivolto verso l’alto. Ha il culo sodo, le unghie di gel e un petardo  esploso al posto delle labbra. Lancia occhiate assassine al Papà della Domenica. E’ spesso accompagnata da figli con nomi improbabili quali: Giangiacomo, Carcarlo, Pierfrancesco, Manfredi. Schifa la Mammabbestia e la Mamma Polacca.
  • Il “Papà della Domenica”: il Papà della Domenica veste con tuta e marsupio e scarpe da ginnastica, come nella migliore tradizione anni ’80. Il Papà della Domenica si occupa del pargolo, appunto, solo di domenica. Invitato gentilmente dalla mamma con un calcio in culo, il Papà della Domenica pascola con il figlio al parco mentre la mamma si dedica alla pulizia della casa. E’ disorientato, corre dietro al piccolo mostro, propone attività quasi sempre rifiutate, guarda il culo delle altre mamme. Solitamente, prima di tornare a casa, si fa un campari con gin al bar davanti al parchetto per affrontare il rientro nel focolare domestico. Di sera, si fa una sega pensando alla Mamma Stocazzo.
  • La “Squatter dell’Altalena”: la Squatter piazza suo figlio sull’altalena e ci rimane per un tempo variabile dai 40 minuti alle 2 ore. Chiacchiera con la vicina Squatter, spingendo animatamente il pupo. Se ti avvicini all’altalena le Squatter ti fulminano all’istante. Col cazzo che sali. Mentre le Squatter chiacchierano animatamente di suocere, mariti, spesa, vicine di casa, figli, ceretta, liposuzione, permanente e meches , i loro bambini ormai catatonici assumono un colorito verdastro e rasentano il vomito. Spesso parlano malissimo della Mamma Stocazzo e guardano con pena la Mammabbestia.
  • La “Mamma Polacca”: è la mia preferita. La Mamma Polacca, con la tuta di ciniglia e la coda di cavallo è una figura rassicurante ed affettuosa che profuma di cucina e bucato appena steso. Madre di un paio di nani solitamente biondissimi, distribuisce biscotti a tutti i pupi del parco, anche a quello stronzo di Manfredi che se lo tracanna senza nemmeno ringraziare (tutto sua madre).
  • La “Mammabbestia : specie di cui faccio parte, la Mammabbestia arriva al parchetto con l’occhiale da sole after party, il capello anarchico e la scarpa sformata da skate. D’inverno ha la manica lumacata di mocciolo perché si dimentica sempre i fazzoletti per pulire il candelotto che scende dal naso del pupo. D’estate, ad essere lumacato è il pizzo della maglietta. Il nano della Mammabbestia sembra vestito da Ray Charles in un’accozzaglia di colori e tessuti improbabili ma è socievole e preso bene. Adora la Mamma Polacca, ignora la Mamma Squatter e vorrebbe essere figa come la Mamma Stocazzo. Il Papà della Domenica a volte la invita per l'aperitivo.

17 commenti:

  1. Non sono mamma, ma da ex istruttrice di nuoto, e giuro che di mamme ne ho viste tante, la categoria che tollero meno in assoluto è la Mamma Wi-Fi... sono quelle che quando il figlio cinquenne gli va a chiedere "Mamma posso trasformarmi in un cannibale e staccare il braccio di Gigi a morsi" la loro risposta è "Certo amore, fai quello che vuoi basta che non mi disturbi" ...e vaglielo a spiegare alla mamma di Gigi che il pupo era stato autorizzato dalla sua cara e attenta mamma...

    Elisa

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  2. Uhhhh io pure vivo nel meraviglioso mondo della periferia di Roma sud!!! E ancora non frequento per bene i parchetti di cui sopra ma sono sicura che manchi una categoria: La Mamma Coatta da Battaglia, ex coattella giovane ora inchiattita ma sempre abbigliata da gara, con tette a vista, minigonne o pantalone attillato alla morte e tacco 15 della più scadente qualità possibile ma finto di marca. Le migliori sfoggiano capi leopardati (ho visto anche dei total look, reggiseno a vista compreso), pettinatura possibilmente con meches ma di quelle irregolari e su base nera, ingioiellata alla morte (finti? può esse), stra truccata, unghi finte con french rosse e brillantini viola. Di solito si accompagna con amica altrettanto coatta con la quale fuma e conversa per ore al suo solito volume "mercato rionale". Comportamento con il figlio/a: urla indicibili anche se il pupo è a 20 cm di distanza, per comunicare amenità tipo - corri piano- o - non sudare- a luglio. Inutile la descrizione dell'abbiglio del nano/a : se maschio tuta della roma, se femmina: glitter, fiocchi, dominante fuxia e scarpetta da ginnastica con piccolo tacco.
    Scusa se mi sono permessa, ma io quando le vedo mi spacco dalle risate.
    Ale

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  3. Grazie per i contributi! Ovviamente la lista è infinita! :)

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  4. :D Io potrei aggiungere tutta una schiera di tipologie di genitore da parchetto a seconda della nazionalità (sto a Torpignattara, chettelodicoaffà). Perfettamente d'accordo sulla Mamma Polacca, direi che al secondo posto c'è la Mamma Bangladesh, tutto un'esplosione di colori pazzeschi e una mitezza invidiabile. Si imbottiscono di valeriana??

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    1. fantastica!!! la mamma pakistan bangladesh è da aggiungere assolutamente alla lista...con quello charme al sapore di curry e quei colori! big up!

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  5. IO ADORO STA RUBRICA
    bRAIN eNGINE

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  6. La mia compagna mi ha fatto leggere uno di questi post...che dire??! Credo che diventerò un lettore fedelissimo! Al più presto invieremo la visuale fiorentina della vita dei giardinetti.

    Brava davvero,
    Massimo

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    1. grazie mille Massimo! La tua compagna si che ha buon gusto! :)
      cerco di prenderla a ridere e di rendere le cose più leggere con un po' di ironia e un pizzico di sano cinismo!
      aspetto impaziente la versione fiorentina!

      saluti!!!

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  7. Ciao!
    La compagna sopra menzionata sono io e mi unisco ai complimenti: fantastico il tuo blog e il tuo modo di raccontare.
    Ti ho "conosciuta" seguendo la pagina fb di Bebè a costo zero e non ti mollo più!

    E' rassicurante constatare che l'universo dei giardinetti è il medesimo in ogni dove. Inultilmente rassicurante, ma comunque rassicurante.

    Ancora complimenti!

    Cinzia

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  8. Ciao Cinzia, grazie ancora!
    Aspetto con ansia la recensione del parchetto fiorentino! :)

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  9. Sei strepitosa!
    Però consentimelo: Manfredi è uno splendido nome, antichissimo, elegante e ricco di storia e dubito che la cafona ripulita possa prenderlo in seria considerazione per un eventuale figlio.
    Costei presumibilmente andrà a ravanare nella vasta gamma di nomi molto trendy e very origginal quali Kevin, Maicol o Gionatan, giacché il coattume e l'ignoranzità ;-) se li hai nell'animo da qualche parte dovranno pur emergere (insieme agli occhiali da sole grandi quanto un televisore, il colorito abbrustolito alla Carlo Conti e l'andatura che pare c'abbia una scopa infilata su per il deretano...)!

    Per il resto, standing ovation per te mammabbestia :)

    Alessandra

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  10. io mammabbestia come te!!!!! rave pre-pupo compresi ;))
    sally

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  11. Questo post è fantastico, ci sono arrivata dal blog di "noi e il capo"
    Piacere: Puffola, categoria Mammabbestia (tranne x gli inviti all'aperitivo!!)

    ciao!

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  12. questo post è FANTASTICO! in assoluto nella top ten dei miei post preferiti sparsi nel web! SUPER!

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  13. arrivata qui per gentil segnalazione di "noi e il capo" ringrazio e ti segue: semplicemente meravigliosa!!!

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  14. Non ho parole ho avuto molte esperienze al parco giochi poi praticamente con le mie gemelle tutti i giorni siamo li. Riconosco nella tua descrizione le varie mamme e condivido pienamente il tuo pensiero, l 'altro giorno un bimbo ha buttato a terra pop corn e sacchettio nel parco e non ha fatto nemmeno una piega!

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  15. Simpaticissimo questo post! Piacere di conoscerti, hai una lettrice in più!
    Anche qui in terra veneta valgono le stesse tipologie di mamme che hai descritto. Il nostro parchetto è infestato da un'altra categoria, quella che io chiamo MadreAnsia (non correre, non toccare l'erba, non ti sporcare, vieni che ti disinfetto, e via dicendo). Una MadreAnsia in particolare quando vede arrivare me e la mia Bionda raduna i figli e se ne va. Siamo una compagnia poco raccomandabile... e ne vado fiera! :-)

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